CALTANISSETTA – Ancora rubinetti chiusi a Caltanissetta in alcune zone della Cutta e il sindaco Walter Tesauro questa volta alza la voce. L’ennesima interruzione della fornitura idrica riporta al centro dell’attenzione la fragilità dell’acquedotto Ancipa e, soprattutto, la necessità di ripensare l’organizzazione degli interventi di manutenzione su una lunga infrastruttura le cui criticità sono ormai note.
A determinare il nuovo stop è una rottura verificatasi su un tratto dell’acquedotto Ancipa, che ha reso necessaria la sospensione temporanea della fornitura verso il serbatoio San Giuliano di Caltanissetta.
Siciliacque ha già avviato l’intervento di riparazione. I lavori richiedono la realizzazione di un pezzo speciale e il successivo innesto nella condotta esistente. Un’operazione tecnicamente complessa alla quale dovranno seguire le procedure di riempimento, lavaggio e disinfezione della condotta. Secondo quanto comunicato, il ripristino delle normali forniture avverrà progressivamente a partire dalle ore 15 di giovedì 8 ottobre.
Un nuovo disagio che spinge il sindaco Walter Tesauro a intervenire con una presa di posizione forte e diretta a tutela della comunità nissena. Il primo cittadino non mette in discussione la necessità dell’intervento in corso, determinato da un guasto improvviso, ma pone una questione più ampia sul modo in cui dovranno essere affrontate in futuro le manutenzioni programmate.
«Comprendiamo perfettamente che dinanzi a una rottura sia necessario intervenire e che ci siano tempi tecnici che devono essere rispettati – afferma Tesauro –. Ma proprio perché conosciamo ormai le condizioni e la fragilità di questa lunga condotta, credo sia arrivato il momento di affrontare il problema con un approccio organizzativo differente. Sento il dovere di alzare la voce quando è in gioco un bene primario, vitale e insostituibile come l’acqua e quando devo tutelare la comunità che amministro».
La richiesta del sindaco a Siciliacque riguarda soprattutto la programmazione delle manutenzioni. Quando viene stabilita un’interruzione della fornitura per consentire lavori sulla condotta, secondo Tesauro quella finestra temporale dovrebbe essere sfruttata per intervenire contemporaneamente su più criticità, mettendo in campo un numero maggiore di squadre, uomini e mezzi.
«Se conosciamo i punti deboli della condotta – prosegue il sindaco – dobbiamo fare in modo che nelle giornate in cui viene programmata una sospensione non si realizzi, laddove tecnicamente possibile, un solo intervento. Si utilizzino più squadre operative e si lavori contemporaneamente su più tratti. Intensificare il ritmo delle manutenzioni nelle stesse giornate significherebbe ridurre il numero complessivo degli stop e, di conseguenza, limitare i disagi per i cittadini».
Una richiesta che Tesauro formula innanzitutto da sindaco di Caltanissetta, ma che assume anche una valenza più ampia nella sua veste di presidente del Libero Consorzio Comunale di Caltanissetta. «Il mio primo dovere da sindaco è tutelare gli interessi della comunità nissena, ma da presidente del Libero Consorzio sento la responsabilità di rappresentare un territorio più vasto. Quando parliamo di un servizio essenziale come l’acqua, i disagi possono ripercuotersi anche su altre comunità della provincia e anche quelle esigenze primarie meritano la massima tutela».
Per Tesauro la questione assume ancora maggiore rilevanza alla luce di quanto vissuto da Caltanissetta durante la pesantissima crisi idrica di due anni fa. In quel periodo la città dovette fare i conti con una drammatica carenza della risorsa e con turnazioni che misero a dura prova famiglie e attività. Oggi lo scenario è profondamente diverso: l’Ancipa è tornato a disporre di acqua e rappresenta nuovamente una riserva affidabile per l’approvvigionamento. Proprio per questo il sindaco ritiene che la comunità non possa continuare a subire frequenti interruzioni determinate dalle criticità infrastrutturali della condotta.
«Abbiamo attraversato due anni fa un periodo difficilissimo, durante il quale i nisseni hanno sopportato sacrifici enormi per la mancanza d’acqua – sottolinea Tesauro –. Oggi la situazione è cambiata: l’Ancipa dispone della risorsa e il problema non è più la mancanza d’acqua nell’invaso. La mia città non può continuare a pagare questo dazio. Proprio per questo chiedo a Siciliacque uno sforzo ulteriore nella programmazione e nell’organizzazione degli interventi».
Da Palazzo del Carmine arriva dunque una richiesta precisa: non contestare la necessità delle manutenzioni, ma modificarne, quando possibile, la logistica. Concentrare più lavori nelle medesime finestre di sospensione, mobilitare contemporaneamente più squadre e intervenire preventivamente sui punti critici della condotta.
L’obiettivo indicato dal sindaco è uno solo: fare in modo che ogni giornata di interruzione venga sfruttata al massimo per ridurre quelle successive. Perché, dopo avere sofferto due anni fa la mancanza della risorsa durante una delle più difficili crisi idriche, Caltanissetta chiede adesso che l’acqua, che oggi c’è, possa arrivare nelle case con maggiore continuità.
Va comunque evidenziato che la fornitura verso Caltanissetta non è completamente interrotta. Per il serbatoio San Giuliano, infatti, rimane attivo un approvvigionamento di circa 40 litri al secondo proveniente da Cozzo della Guardia. Secondo quanto comunicato da Siciliacque, la portata dovrebbe essere ripristinata integralmente entro le ore 20 di giovedì 8 ottobre. Una disponibilità parziale che attenua gli effetti dell’interruzione, senza tuttavia eliminare i disagi legati alla riduzione dell’approvvigionamento idrico della città.

